Federazione Speleologica Regionale dell'Emilia-Romagna
Carsismo e grotte nelle evaporiti dell’Appennino settentrionale
Patrimonio dell’Umanità UNESCO
IL GESSO E L'UOMO
(I tempi dell'Uomo)
Le aree gessose della Regione Emilia-Romagna hanno influenzato, nel tempo, l’insediamento e le dinamiche umane. In questi luoghi, le comunità hanno adottato specifiche strategie di adattamento che, fino a qualche decennio fa, non hanno alterato in modo significativo il paesaggio, non fosse che per evidenti limiti dovuti a metodi e tecnologie non particolarmente invasivi.
In sostanza: il substrato roccioso gessoso è stato storicamente percepito, allo stesso tempo, come un ostacolo e una risorsa. Per quanto riguarda le limitazioni connesse al gesso, ad esempio, l’assenza di corsi d’acqua esterni ha spinto l’agricoltura nella direzione dello sviluppo di colture non irrigue; la scarsa fertilità del suolo dei pendii ha comportato uno sviluppo dell’agricoltura nel fondo delle doline, dove la coltivazione era più facile e il grado di fertilità un po’ più elevato. Il contenuto di solfati disciolti delle sorgenti carsiche, ha comportato lo sfruttamento, per l’acqua potabile, di sorgenti situate in altre formazioni geologiche vicine o l’uso di acqua piovana raccolta in cisterne. Quest’ultima pratica, diffusa in aree mediterranee, in genere interessate da scarse precipitazioni, è insolita per una regione come l’Emilia-Romagna situata al confine tra le aree mediterranee e continentali. Per quanto riguarda il gesso come risorsa, l’attività estrattiva divenne uno dei nuclei dell’economia e la base per un tipo locale di architettura rurale, interamente costituita da blocchi di gesso, malta e intonaco.
Tutti questi elementi sono attualmente residuali o abbandonati, attestati solo nell’architettura storica, nei documenti storici, nella cartografia e nelle fonti orali; le aree hanno infatti subito un impressionante processo di spopolamento negli ultimi 70 anni.
A partire, in particolare, dagli anni ‘50, nel contesto del cosiddetto “miracolo economico italiano”, il maggior impatto ambientale è dovuto, di gran lunga, allo sfruttamento intensivo del gesso. Le cave assumono dimensioni decisamente maggiori rispetto al passato, il loro impatto sul paesaggio diviene sempre più significativo.
Nel 1989 la Regione Emilia-Romagna chiude tutte le cave di gesso per fini di conservazione naturalistica e paesaggistica. La sola eccezione è la cava di Monte Tondo (Vena del Gesso romagnola), situata nella fascia cuscinetto UNESCO, che è tuttora in attività e che rappresenta la più grande cava di gesso dell’UE.
Federazione Speleologica Regionale dell'Emilia-Romagna
Testi
M. Ercolani, P. Lucci 2025, I tempi dell'Uomo in: Gessi, i tempi della Terra e i tempi dell'Uomo.
M. Miari 2024, La presenza umana nei gessi emiliano-romagnoli. L’età pre e protostorica in: P. Lucci, S. Lugli (a cura di), Le evaporiti dell’Appennino settentrionale Patrimonio dell’Umanità, (Memorie dell’Istituto Italiano di Speleologia, s. II, vol. 45).
C. Guarnieri 2024, La presenza umana nei gessi emiliano-romagnoli. L’età romana e il lapis specularis in: P. Lucci, S. Lugli (a cura di), Le evaporiti dell’Appennino settentrionale Patrimonio dell’Umanità, (Memorie dell’Istituto Italiano di Speleologia, s. II, vol. 45).
S. Piastra 2024, La presenza umana nei gessi emiliano-romagnoli. Dal Medioevo a oggi in: P. Lucci, S. Lugli (a cura di), Le evaporiti dell’Appennino settentrionale Patrimonio dell’Umanità, (Memorie dell’Istituto Italiano di Speleologia, s. II, vol. 45).
S. Lugli 2024, Il gesso del sito UNESCO nell’arte in: P. Lucci, S. Lugli (a cura di), Le evaporiti dell’Appennino settentrionale Patrimonio dell’Umanità, (Memorie dell’Istituto Italiano di Speleologia, s. II, vol. 45).
S. Piastra 2024, La storia degli studi nei gessi emiliano-romagnoli (XV-XIX secolo). Un primato mondiale in: P. Lucci, S. Lugli (a cura di), Le evaporiti dell’Appennino settentrionale Patrimonio dell’Umanità, (Memorie dell’Istituto Italiano di Speleologia, s. II, vol. 45).
M. Chiesi, M. Ercolani, P. Forti, P. Grimandi, P. Lucci 2024, Storia della speleologia nelle evaporiti dell’Emilia-Romagna (XX e XXI secolo) in: P. Lucci, S. Lugli (a cura di), Le evaporiti dell’Appennino settentrionale Patrimonio dell’Umanità, (Memorie dell’Istituto Italiano di Speleologia, s. II, vol. 45).
L. Bentini (†), M. Chiesi, M. Ercolani, W. Formella (†), P. Forti, P. Grimandi, P. Lucci 2024, L’attività estrattiva nei gessi dell’Emilia-Romagna in: P. Lucci, S. Lugli (a cura di), Le evaporiti dell’Appennino settentrionale Patrimonio dell’Umanità, (Memorie dell’Istituto Italiano di Speleologia, s. II, vol. 45).